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In che consiste la Sperimentazione
Clinica dei farmaci?
Prima di poter essere messi in commercio tutti i
nuovi farmaci devono superare una lunga fase di sperimentazione.
In generale si parla di sperimentazione clinica di
un farmaco quando si vuole valutare l'efficacia /o
la tollerabilità e/o la sicurezza di un trattamento
farmacologico sull'uomo.
La sperimentazione clinica comporta un iter lungo
e costoso, le cui diverse fasi sono descritte e stabilite
dalla legge in modo da garantire procedure etiche
e in grado di minimizzare i rischi per i pazienti.
Per indicare le sperimentazioni cliniche si usa spesso
il termine inglese clinical trials, o quello più
"italianizzato" trials clinici.
Dove avviene la sperimentazione
dei nuovi farmaci?
Le Sperimentazioni cliniche vengono in genere effettuate
nelle strutture ospedaliere/ universitarie pubbliche
o private autorizzate.
L'azienda o l'istituzione che finanzia lo studio è
detta sponsor.
Gli sponsor degli studi clinici sono quasi sempre
le industrie farmaceutiche, interessate a sviluppare
nuovi farmaci in vista della loro commercializzazione.
Per questo investono somme ingenti, dato che gli studi
clinici sono sempre lunghi e costosi.
Una parte minore di studi clinici è invece
finanziato da organismi di ricerca pubblici.
Uno studio è detto multicentrico quando coinvolge
più istituti o centri di ricerca.
Che cos'è uno studio
clinico controllato?
Negli studi clinici controllati un gruppo di pazienti
riceve il trattamento sperimentale, mentre un altro
gruppo - il gruppo di "controllo" - riceve
una terapia standard ( ad esempio un farmaco già
utilizzato per la stessa patologia) , oppure (dove
sia eticamente/clinicamente accettabile) un placebo,
cioè una preparazione apparentemente identica
a quella che si vuole testare ma che non contiene
alcun principio attivo. L'efficacia del nuovo farmaco
viene così confrontata con quella della terapia
standard o del placebo.
In uno studio controllato randomizzato (dall'inglese
"randomized" -cioè scelti a caso)
i pazienti sono assegnati a caso al gruppo sperimentale
o a quello di controllo, invece di essere scelti in
modo deliberato dai ricercatori.
Che cosa sono gli studi
in cieco e in doppio cieco?
Uno studio randomizzato si dice in cieco (in inglese
blind) quando i pazienti non sanno a quale gruppo
sono stati assegnati.
Ovviamente prima di partecipare ad uno studio in cieco
i pazienti devono essere messi al corrente della possibilità
che non venga loro somministrato il farmaco sperimentale
ma il placebo.
n uno studio in doppio cieco (double blind in inglese),
né i pazienti né i medici sanno chi
sta assumendo la cura sperimentale e chi il placebo.
Le etichette dei farmaci e dei placebo portano dei
codici, che vengono svelati solo alla fine dell'esperimento,
o in caso di necessità.
In uno studio in doppio cieco l'efficacia della terapia
farmacologica viene valutata facendo il confronto
tra i dati ottenuti nei pazienti trattati con il farmaco
e in pazienti trattati con il placebo. Solo se c'è
una differenza statisticamente significativa tra i
due tipi di "trattamento" a favore del gruppo
di pazienti che è stato trattato con il farmaco
si può dire che quest'ultimo ha una efficacia
terapeutica.
Quali sono le diverse fasi
della sperimentazione clinica?
Non è sempre facile tracciare divisioni nette
fra le diverse fasi della sperimentazione clinica,
dato che a seconda del prodotto esaminato o della
metodologia di studio alcune fasi si possono sovrapporre.
Tipicamente, la sperimentazione avviene in 4 fasi,
al termine di ognuna di esse i risultati determineranno
se il farmaco sarà adatto ad entrare nelle
fasi successive o se invece la sperimentazione verrà
interrotta.
Fase I
Studio preliminare sulla sicurezza e sulla modalità
di azione
Lo scopo principale di questa prima fase non è
quello di valutare l'efficacia del nuovo farmaco,
ma quello di dare una prima valutazione sulla sua
sicurezza e allo stesso tempo di determinare quello
che accade al farmaco nel corpo umano (studio della
cinetica): come viene assorbito, metabolizzato ed
escreto.
Lo studio è effettuato in generale su un piccolo
numero di volontari sani.
La fase I può anche servire ad evidenziare
eventuali effetti indesiderati della sostanza in funzione
del dosaggio.
Per passare alle fasi successive un farmaco deve dimostrare
di non essere tossico, o perlomeno di avere una tossicità
accettabile rispetto all'uso previsto.
Fase II
Studi terapeutici pilota
Lo scopo principale è quello di valutare l'efficacia
del farmaco ( ad un preciso dosaggio e con una definita
posologia) in un ristretto numero di pazienti affetti
dalla malattia o dalla condizione clinica per la quale
il farmaco è proposto.
Fase III
Studi terapeutici su più larga scala
Se la fase II fornisce risultati incoraggianti la
fase III coinvolge un numero più ampio di pazienti
al fine di approfondire i dati di efficacia, di valutare
il dosaggio più opportuno,di monitorare gli
eventuali effetti collaterali su un campione statisticamente
più significativo.
Per la maggior parte, gli studi di fase III sono di
tipo randomizzato e in doppio cieco (v. sotto) e la
loro durata è variabile a seconda degli obbiettivi
che la sperimentazione stessa si pone. Durante questa
fase viene sempre controllata con molta attenzione
la tollerabilità (insorgenza di effetti indesiderati
e/o collaterali) del farmaco.
I farmaci che passano con successo la fase III della
sperimentazione ottengono l'autorizzazione per la
commercializzazione.
Fase IV
Dopo la commercializzazione
Anche quando un farmaco viene venduto ed utilizzato
da migliaia di persone in uno o più paesi gli
studi clinici continuano con la fase IV.
Gli studi di fase IV sono volti a confermare la sicurezza
e la tollerabilità a lungo termine del farmaco,
su un ampio numero di pazienti.
I dati che si ottengono sono statisticamente importanti,
dato che coinvolgono un gran numero di utilizzatori,
spesso diversi per età, razza, sesso etc
Quali sono le autorità
che vigilano sui Trials Clinici?
La sperimentazione clinica è posta sotto il
controllo delle autorità sanitarie pubbliche
(Istituto Superiore di Sanità, Ministero della
Sanità, Comitati Etici regionali, Comitati
Etici locali) e regolamentata da leggi precise.
Per quanto riguarda i paesi dell'UE, dal 1995 esiste
una struttura centralizzata (EMEA) che ha lo scopo
di coordinare e armonizzare le procedure in tutti
i paesi dell'Unione Europea.
Negli Stati Uniti l'autorità competente è
la FDA (Food And Drug Administration).
Quali sono le autorizzazioni
necessarie per la sperimentazione clinica?
In Italia gli organismi coinvolti nel processo di
autorizzazione di una sperimentazione clinica sono
Il Ministero della Sanità, l'Istituto Superiore
di Sanità e i Comitati Etici.
I Comitati Etici sono commissioni autonome di esperti
che vengono istituite all'interno di Ospedali e centri
di ricerca, iscritte in un apposito registro del Ministero
della Sanità . Ogni commissione può
autorizzare la sperimentazione all'interno del proprio
ospedale, istituto o centro di ricerca.
Il Decreto Legge del Luglio 1997 regolamenta l'istituzione
dei Comitati Etici e le linee guida per l'esecuzione
dei trials clinici.
La prima autorizzazione, indispensabile per iniziare
la sperimentazione, è il cosiddetto Giudizio
di Notorietà. Il Giudizio di Notorietà
esprime parere relativamente all'utilizzo di un principio
attivo (dose, formulazione, frequenza ) in una certa
patologia o condizione clinica.
Il Giudizio di Notorietà e necessario per tutti
gli studi clinici dalla fase I alla fase III.
In particolare il Giudizio di Notorietà per
gli studi di fase II,III e IV deve essere richiesto
ai Comitati Etici autorizzati, mentre per la fase
I (prima somministrazione del farmaco nell'uomo) deve
essere richiesto all'Istituto Superiore di Sanità
Una volta ottenuto il Giudizio di Notorietà,
bisogna ottenere sempre l'approvazione del Protocollo
di studio da parte di tutti i Comitati Etici dei centri
partecipanti alla sperimentazione.
Chi autorizza l'immissione sul mercato di nuovi farmaci?
Gli enti che in Italia autorizzano la commercializzazione
di un farmaco sono rispettivamente il Ministero della
Sanità e/o la Commissione Europea. Le procedure
di registrazione si diversificano secondo il tipo
di prodotto e del mercato in cui si vuole immettere
il nuovo farmaco.
Che cos'è un protocollo
sperimentale?
Anche se nel linguaggio comune il termine protocollo
sperimentale si usa come sinonimo di trial clinico,
in senso stretto il protocollo è il documento
che descrive l'obbiettivo, la metodologia, le considerazioni
statistiche e l'organizzazione di uno studio.Si può
dire che il protocollo è "il libretto
di istruzioni" per poter eseguire in maniera
corretta una sperimentazione clinica
Qualche numero sugli studi clinici:
Dalla scoperta di un nuovo principio attivo alla
sua commercializzazione possono trascorrere anche
10 anni.
Solo 1 molecola su 4000 scoperte inizia l'iter di
sperimentazione preclinica.
Su 10 molecole che completano la fase preclinica,
solo una continua l'iter e viene testata sull'uomo
(studi clinici di fase I). Quindi, di tutte le nuove
molecole potenzialmente utili, solo 1 su circa 40.000
diventerà effettivamente un farmaco.
A cura di Anna Negri (consulente
Telethon per la ricerca farmacologica), Sergio Pistoi
(10/03/2001)
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